Sole Sans: il nuovo carattere per il Sole24ore

Il progetto di un nuovo carattere esclusivo per Il Sole 24 ore è stato sviluppato dalla Cooperativa Anonima Servizi Tipografici (CAST). Il Sole Sans doveva accordarsi stilisticamente al Sole Serif, il carattere disegnato nel 2010 per Il Sole da Luciano Perondi, oggi membro e co-fondatore di CAST. Inoltre doveva essere adatto a schemi, grafici e tabelle a corpi molto ridotti, ma doveva anche mostrare sufficiente personalità per essere usato nei titoli. Infine il Sole Sans, pur essendo disegnato principalmente per la carta, doveva prestarsi anche all’utilizzo web.

Alla progettazione del Sole Sans ha lavorato un team guidato da Luciano Perondi e Riccardo Olocco, che hanno definito lo stile, le lettere e i numeri e poi hanno coinvolto altri designer per completare la glyph list. Daniele Capo era tra questi ma, oltre al disegno, si è occupato della produzione (OpenType feature, generazione della font), che doveva soddisfare le esigenze del software di layout usato dal quotidiano, l’ambiente nel quale la font va usata. A Igino Marini è stato affidato l’affinamento delle spaziature e lo sviluppo del kerning. “Il vantaggio di lavorare in più persone, com’è proprio di una cooperativa – dice Luciano Perondi di CAST –, è quello di avere più idee e riferimenti e assicurarsi una continua verifica in corso d’opera.

Se il Sole Serif si rifà ai caratteri rinascimentali di Francesco Griffo, il Sans si ispira invece ai caratteri lapidari sanserif del neoclassicismo inglese e ad alcuni dei primi sans ottocenteschi a stampa pubblicati in Inghilterra nella prima parte dell’Ottocento.
In particolare quello di William Caslon IV del 1816, che è il primo sanserif conosciuto (un set di matrici che derivano da quel carattere è conservato al Type Archive di Londra). “I primi sanserif inglesi – spiega Olocco – rappresentavano un tentativo di ritorno alle forme delle iscrizioni greche o romane di età repubblicana, alla spontaneità del manuale. A noi interessava proprio quel loro brutalismo in opposizione alla tendenza alla meccanizzazione espressa invece dai sanserif tedeschi di fine Ottocento. Tendenza, che, attraverso l’Helvetica, ha condizionato le scelte grafiche degli ultimi 60 anni.

“In generale – spiega Perondi – tendiamo a evitare di disegnare caratteri troppo regolari per non creare pattern a loro volta troppo regolari che interferiscono con la lettura, come mostranoi lavori di Ann Treisman e Arnold J. Wilkins.

Non è dunque un caso se le forme dei numeri del Sole Sans risultano fortemente asimmetriche e differenti l’una dall’altra, e se anche le forme delle lettere hanno proporzioni meno regolari.

Si tratta di piccoli accorgimenti destinati a favorire la leggibilità, specie nei casi più estremi come tabelle, elenchi ecc., che sono una prerogativa tipica dei quotidiani economico-finanziari come il Sole.

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