Chi è Goran?

Sono Marco Romano ma tutti (persino i miei genitori) mi chiamano Goran. Sono un designer e la mia passione per il disegno mi ha condotto nel fantastico mondo dell’illustrazione, dove da circa due anni ho piantato le tende. Sono un freelance, quindi mi capita di lavorare con clienti diversi, ma da quasi un anno ho trovato il mio posto nella redazione italiana di Wired, dove mi occupo di illustrazioni, infografiche, lettering e icone.

La formazione è un tema “caldo”, hai voglia di raccontarci la tua?

Sicuramente a spingermi è stata la passione per l’illustrazione e per il graphic design che coltivo fin dalle superiori. Non ho mai fatto studi accademici in merito (ho conseguito il Diploma di Primo Livello in Industrial Design all’ISIA di Firenze) ma la voglia di fare e di imparare mi ha spinto a studiare e a documentarmi il più possibile. Così, pian piano, stage dopo stage, moleskine dopo moleskine, workshop dopo workshop, ho affinato il mio gusto e il mio stile, e ho intrapreso il cammino che mi ha portato fino a qui.

Cosa ne pensi del mondo della grafica/illustrazione in Italia? C’è un futuro, o come si dice spesso, l’unica soluzione è “scappare”?

Scappare? Ma no.. non c’è bisogno di arrivare a tanto. Secondo me si può fare del buon design anche restando in Italia. Nel nostro lavoro la location è solo un accessorio. Chi possiede delle buone basi accademiche, capacità interpretative e spirito di adattamento, può tranquillamente farcela anche vivendo in un paesino sperduto della provincia italiana.

Qual’è stato il lavoro che ti ha dato più soddisfazione?

Sono tanti i progetti che mi hanno dato delle soddisfazioni ma per ora il mio preferito resta il restyling delle testate di sezione di Wired. Ci tengo molto perchè è stato il primo incarico di un certo spessore ad essermi stato affidato una volta entrato a far parte della redazione e, soprattutto, perchè mi ha dato la possibilità di lavorare spalla a spalla con David Moretti, l’Art Director del magazine.

E quello più frustrante? 

Da circa due anni a questa parte cerco di selezionare attentamente i miei clienti, quindi mi capita raramente di realizzare dei progetti che non siano di mio gradimento. Confesso però che in passato non è stato tutto rose e fiori, e che spesso mi capitava di dover accettare commissioni tristi, avvilenti e mal pagate.

Qual’è il progetto che ti rappresenta meglio?

Tra tutti i progetti realizzati quello che mi rappresenta di più è The Cosmonaut. Mi piace considerarlo il mio autoritratto perchè, in un certo senso, descrive il mio mood attuale: solo, un po’ impaurito, in un luogo che non mi appartiene e che faccio fatica a considerare mio. Un po’ come deve essersi sentito Jurij Gagarin quando ad un certo punto si è ritrovato in orbita attorno alla terra: eccitato ma allo stesso tempo terrorizzato. The Cosmonaut però non è solo questo. Analizzandolo dal punto di vista stilistico e formale lo si può considerare come il manifesto del mio stile illustrativo. Chi lo osserva bene può intuire immediatamente il mio metodo di lavoro. Infatti balza subito all’occhio il modo in cui uso le griglie, i moduli e le proporzioni. Per semplificare le cose si può dire è come se disegnassi sulla carta millimetrata, dove il quadrato più piccolo costituisce l’unità di misura dalla quale poter costruire tutti gli elementi della figura; e che questi ultimi sono tutti multipli pari del modulo originale. Ecco perchè di solito uso forme geometriche, perchè mi permettono di rispettare facilmente questi parametri. Poi, quando sono soddisfatto della composizione, passo alla scelta dei colori, che non sono mai più di quattro. Anzi, recentemente ho deciso di utilizzarne anche meno (uno, massimo due) perché credo che la semplicità delle linee debba riflettersi anche nell’uso del colore.

Intervista realizzata dalla nostra newentry, Alessandro Strickner

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One Comment on “Chi è Goran?”

  1. Mole Control ha detto:

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