Leftloft

Leftloft è uno studio di progettazione grafica e art direction aperto a Milano dal 1997. Come è strutturato?

La vita dello studio è fatta di confronto informale continuo, parole dietro agli schermi o davanti alle stampate, poi ovviamente ognuno ha il suo ruolo. Di base i progetti sono seguiti direttamente dai soci con squadre costruite per il progetto sulla base di competenze e disponibilità, con un mutuo soccorso quando serve.

Parliamo della campagna “Inquino meno vivo meglio” per la Provincia di Milano

La campagna  nasce per comunicare ai cittadini le buone abitudini che contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente. Abbiamo scelto di utilizzare un linguaggio estremamente semplice, lineare, quasi iconico, capace di comunicare in maniera trasversale agli adulti come ai bambini. La città, la casa, il mondo sono rappresentati con illustrazioni pia!e e lineari quasi senza sfumature di colore, ma che sostengono visualmente il messaggio chiaro e preciso. I colori selezionati sono sgargianti, allegri positivi, quelli della Milano in cui vorremmo vivere. Il testimonial della campagna è un personaggio che abbiamo ideato per fare da guida ai cittadini. È un bambino milanese, porta gli occhiali, ha i capelli spettinati e indossa un loden. E’ un monello saputello e in un mondo più grande di lui, insegna agli adulti cosa fare per migliorare il suo futuro e quello di tutti i cittadini. La campagna è caratterizzata dall’assenza di uno slogan vero e proprio, ma da inviti diretti a compiere le buone pratiche. Lo slogan “inquino meno vivo meglio”, ricorda a tutti che modificando di poco le nostre abitudini contribuiamo a creare una ci!à più pulita ed accogliente migliorando la qualità della vita di tutti. Abbiamo cercato di creare una campagna che fosse a sua volta poco inquinante dal punto di vista visivo e che affissa sui muri della città contribuisse a colorarla e in qualche modo ad abbellirla.

Cosa pensate della situazione contemporanea in Italia?

In generale le crisi sono sempre un’occasione di ripensamento e di opportunità, anche questa crisi all’inizio sembrava essere portatrice di molte idee nuove; ma purtroppo intorno a noi non vediamo molti ripensamenti rispetto al modello di sviluppo, solo vecchie rice”e che vengono riproposte sperando che la crisi passi, senza ridiscutere a fondo il motivi per i quali siamo arrivati fin qui. Di conseguenza oggi i sogge”i deboli sono più stressati e spremuti di prima, e anche i grafici ovviamente fanno parte di questa categoria: lavoro ce n’è molto, ma di base pagato poco e dopo tanto tempo e questo non aiuta certo la qualità e la ricerca. D’altro canto le scarse possibilità di stare nel giro con qualche speranza di carriera spingono molti a liberarsi da questi vincoli e a fare cose interessanti ai margini come ad esempio dimostra il fiorire di tutte le autoproduzioni.

Mi sembra che nonostante la crisi ci sia un rifiorire del disegno del carattere in Italia.

Ovviamente si tratta di una pratica di nicchia, di qualche decina di persone, però è una pratica di cui noi italiani siamo custodi da centinaia di anni e che si era persa. Ora però si vede una rapida rinascita, sicuramente la semplificazione tecnologica del processo ha permesso di avvicinarsi a quest’arte a molti, aiutati anche da una crescente offerta formativa ad esempio dal Politecnico e dalla Bauer a Milano o dall’Isia di Urbino. Ora di questa eccezionale capacità dovrebbe accorgersi anche il mercato, sia dei grafici, che troppo spesso non comprano le licenze, che di imprese e istituzioni che in Italia commissionano pochissimi font.

Ora ci sono le 3 domande che da un po di tempo sottoponiamo a tutti: cosa pensate dell’intervento di Vignelli per l’identità di Salerno? del marchio di Inarea per il ministero dell’interno? del marchio per la pubblica amministrazione?

Pensiamo che il design rappresenti nel profondo chi lo commissiona e lo approva, e quindi questi marchi rappresentano ciò che le amministrazioni vogliono come loro immagine, come ad esempio la Cappella Sistina rappresentava il papato o le piramidi i faraoni. Quindi è nel pieno diritto di chi viene eletto o ha responsabilità decisionali chiamare chi vuole e proporre chi vuole. Spesso le scelte dei governanti come in questi casi, non sono apprezzate dai colleghi e questo è segno di una profonda distanza culturale tra la grafica e le istituzioni. E’ un peccato certamente perché esiste un gruppo di professionisti desiderosi di fare il meglio per il proprio Paese e che immagina una comunicazione pubblica di livello, ma sono rare le amministrazioni che capiscono e sanno comprare grafica, e che vogliano farsi aiutare da persone competenti.

Advertisements


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...