LLdesign

Trenta raggi si uniscono in un mozzo ma la loro utilità per il carro è là dove essi non sono.

Quando la ruota del vasaio fabbrica un vaso, l’utilità del vaso è precisamente là dove non c’è nulla.

Per costruire una stanza devi aprire porte e finestre; senza quei vuoti, essa non sarebbe abitabile.

Dunque l’essere costituisce ciò che è benefico, il non-essere costituisce ciò che è essenziale.

Lao-Tzu

Questo il mantra di Lorella Pierdicca, alias LLdesign.

Ho studiato  all’Isia di Urbino ed alla Fachhochschule Fachbereich Gestaltung di Augsburg, in Germania. Lavoro soprattutto da sola ed uso il colore per rafforzare il messaggio che voglio trasmettere e soprattutto per instaurare una comunicazione emozionale. In ogni caso tutto quello che progetto nasce in bianconero sul blocco degli appunti. Leggo soprattutto testi di psicologia, filosofia, fisica, culture orientali, di botanica, di anatomia. Sono attratta dalla ricerca di Ouspensky sul metodo psicologico della mente umana e dal suo nuovo modello dell’universo e a questi studi dedico moltissimo tempo. Mi piacciono Queneau, Saramago, Mamani, Castaneda, Thoreau, Safran Foer, Pessoa, la mitologia, le leggende e le favole.

Che progetti ci mostri per raccontarti?

Un progetto  del 2012 per European Alternatives. Reddito, beni comuni e democrazia. Un pieghevole/poster che diventa anche atto performativo per l’evento che si svolge al teatro Valle Occupato. Tanti poster affiancati creano una catena umana, rafforzando l’idea che un atteggiamento attivo, partecipativo e compatto è necessario per raggiungere risultati sensibili. Poi un manifesto per la Fondazione Teatro Comunale di Bologna per la stagione sinfonica 2011/2012. Infine dodici interpretazioni del concetto di tempo racchiuse in un’agenda per CMT comunicazione: il tempo fisico, matematico, filosofico, esistenziale, personale, biologico, nell’arte e nella letteratura,…

Cosa pensi dell’attuale momento storico?

Il prete fa il politico, il banchiere fa il prete e il politico fa il banchiere. Questa confusione non può che determinare contrasto sociale, insoddisfazione e miseria. C’è una forte crisi individuale, un ostinato attaccamento alle illusioni della materialità, al ruolo sociale, nessuna attenzione al benessere interiore, alla storia ed alle esigenze personali, all’essenza sostanziale della realtà. Sono certa che un necessario cambiamento sia già in atto, soprattutto nella consapevolezza degli individui, nel sentire il bisogno di ristabilire una scala di valori autentica ed un sincero dialogo con il mondo naturale e con se stessi.

… poi ci sono  3 domande che da un po di tempo facciamo a tutti: cosa pensi dell’intervento di Vignelli per l’identità di Salerno? del marchio di Inarea per il ministero dell’interno? del marchio per la pubblica amministrazione?

Ricordando che un marchio deve essere riconoscibile, originale e deve poter essere facilmente riprodotto anche in piccolissime dimensioni e ad un solo colore senza perdere di efficacia, certamente questi tre hanno degli elementi in comune: non caratterizzano in alcun modo l’istituzione che vogliono rappresentare, non veicolano alcun messaggio o punto forza (o almeno, io non ne posso cogliere alcuno), non reggono in versione bianconero. Per la questione del marchio di Inarea, che dire.. credo sia innanzitutto responsabilità del designer verificare che lo stesso risultato non sia già stato raggiunto in precedenza da altri.

 

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