Gio Pistone svelata

Mi chiamo GioPistone attualmente vivo e lavoro a Roma ma ho girato molto prima di insinuarmi in pianta stabile qui. Pianta stabile per me significa: una casa, un laboratorio e soprattutto un amore, una famiglia, amici cari, che legano ad un luogo in modo forte, luogo che comunque è Roma…non male. Prima di mettere a fuoco cosa volessi fare da grande sono passata attraverso varie vite. Dico vite perchè tutte le volte che mi innamoravo di qualche disciplina la perseguivo come fosse la mia unica strada e invece non duravo più di 3 anni…quindi università, teatro/cinema come scenografa, costruttrice di giostre per bambini in giro per l’europa, grafica in uno studio, performer..mah insomma..disegnare ha prevalso ed è in fondo la passione che ho sempre avuto fin da piccola. Da principio dividevo il laboratorio e gli intenti con altre due disegnatrici Susanna Campana e Camilla Falsini con loro formavamo il collettivo dal nome SERPEINSENO, eravamo fortissime insieme, facevamo con i nostri disegni una sorta di  merchandising e vendevamo ovunque. Dal fare bancarelle durante iniziative dunque siamo state notate in primo luogo dalla gente che ci ha sostenuto moltissimo a Roma poi da veri e propri galleristi ed aziende grandi. Quindi la gloria! Hahaha se magari! Comunque  ci sono state aperte (anche se per poco) le porte di musei, dell’auditorium di Roma, chiamate a collaborare con grandi aziende come creatrici di immagini e cosa più bella a partecipare a festival di street-art ed a mostre in gallerie anche fuori dall’Italia. Durante il cammino la serpeinseno è morta come finiscono le storie d’amore che si esauriscono senza grandi liti piuttosto con tristezza, un po’ di liberazione, insomma un misto di sensazioni che mi hanno portato a percorrere finalmente la mia strada, sola. Riesco ormai da tre anni a vivere di quello che faccio, non perchè sia miliardaria, anzi, ma perchè ogni anno fino ad ora mi è arrivato un lavoro grande accompagnato da commissioni sparse tra riviste, pubblicità, grandi aziende quindi ho potuto vivere con lo stretto necessario, intendiamoci..ma dopo anni di nulla e povertà, alla rincorsa della sopravvivenza mi sento molto soddisfatta.

Un’esperienza che ti ha arricchito davvero?

Ricordo sempre con emozione il festival Pop-Up di Ancona. Oltre alla situazione molto stimolante del festival, perché mi trovavo a lavorare accanto ad disegnatori internazionali, per me è stato indimenticabile perché sono stata chiamata a dipingere oltre a muri soprattutto un peschereccio! Si perché una delle particolarità del festival è questa: oltre ad ornare la città con disegni murali, gli artisti sono chiamati ad ornare veri e propri pescherecci quel periodo in ferma di pesca, per poi in settembre compiere una parata in mare aperto con i pescherecci dipinti cosa veramente incredibile e meravigliosa. Quindi ho conosciuto i capitani delle navi, i colori che sono proibiti e le immagini odiate tra i marinai. Il mio capitano alla fine di una lunga discussione ha voluto che disegnassi un angelo ed io l’ho fatto senza fiatare. Niente a che vedere con un vero angelo (vero?!?)ma visto da me è così…mostruoso. Ho dovuto dipingere il barcone da una barchetta piccola dal mare per problemi tecnici ed è stato difficile e nauseante ma ci sono riuscita con grande mia felicità! Allo stesso modo mi ha entusiasmato ultimamente lavorare su sculture. Raccolgo ferraglia interessante per strada e l’assemblo a modo mio e la dipingo. Ne vengono fuori degli esseri veramente belli. Il progetto futuro sarebbe di riuscire a fargli fare dei semplici movimenti attivati manualmente da chi guarda con manovelle. Ultimamente sto lavorando oltre che con ferro con oggetti trovati in natura come legno levigato dal mare, spine, foglie sempre per comporli insieme a formare esseri; al momento sto costruendo un grande scheletro di un animale inesistente sulla terra.

Parlami del tuo rapporto con i colori.

Uso colori molto poveri nel senso che ultimamente sto usando smalti da ferramenta mischiati con tutto quello che trovo insomma amo fare delle poltiglie immonde anche se dai miei dipinti non si nota sembrano sempre molto puliti e precisi ma invece nascondono intrugli per lo più irripetibili. Adoro i toni tenui dei colori tanto che ho avuto un periodo che ho chiamato da sola “albino” in cui tutto era bianco o giù di li; ora non sono più albina ma diciamo che prediligo sempre i colori chiari o tenui e il tono su tono, accompagnato da colori molto forti che li contrastano.

Cosa pensi dell’attuale momento storico

Sono di animo ottimista quindi questa crisi mi preoccupa da una parte ma credo fortemente che spesso i momenti di vera crisi danno all’uomo la possibilità di reinventare il proprio modo di vivere dapprima con difficoltà poi ritrovando una grinta che spesso la comodità assunta come normalità non da.

Di seguito trovere immagini relative a

Personale a Berlino_01, illustrazione per rivista_02, 03, mostra al MADRE di Napoli_04_11, dipinti per GLASS_05_06, negozio a Roma_07, sculture in ferro_08_16, dipinto per Nike Italia(Milano)_09_10, festival pop-up di Ancona_12_13_14_15.

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